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Icona russa del XIX secolo

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Icona russa del XIX secolo
Icona russa del XIX secolo-1
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Descrizione Dettagliata

Angelo messaggero di Dio con la Sinassi degli Angeli

Russia: Scuola di M’stera – metà sec. 1800

A dx Maria, S. Alessandro e santo votivo. A sx regina Alessandra, Aleksandr Nievski e S. Konstantino

Fondo oro

Tempera all’uovo su tavola – cm 26 x cm 31,2

Angelo messaggero di Dio: un ruolo di primo piano nelle icone di famiglia spetta all’ Angelo, ultimo dei nove ordini della schiera angelica, è lo spirito più vicino all’uomo.

L’angelo custode accoglie l’anima al momento della nascita, lo accompagna durante la vita, gli è vicino nella morte, lo accompagna nel momento del trapasso, gioisce davanti a Dio se il suo protetto è stato virtuoso, si rattrista nel caso sia stato un peccatore.

A destra

Maria: Maria è la madre di Gesù. È venerata come “Santissima Madre di Dio” dai cattolici e dagli ortodossi. Le è usato anche il titolo di Madonna.
Le è dedicata una sura nel Corano ed anche per l’Islam la sua maternità è misteriosa.
Si parla più diffusamente di Maria nel Vangelo di Luca. Vi si racconta che Maria viveva a Nazaret, in Galilea e che, promessa sposa di Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele l’annuncio che avrebbe concepito il Figlio di Dio.


Alessandro: Succeduto a Metrofane poco dopo il concilio di Nicea, Alessandro occupò la sede bizantina per circa undici anni e durante il suo episcopato lottò strenuamente per la difesa dell’ortodossia contro gli intrighi degli ariani .

A destra in alto

Leonida: Leonida era un vescovo di Atene arrestato insieme con sette donne cristiane e condotto a Corinto dove subì il martirio dopo essere stato sottoposto a feroci torture.

L’attribuzione del titolo di vescovo deve probabilmente essersi verificata molto tardivamente, forse in seguito alla scoperta, avvenuta nel nostro secolo, di una basilica dedicata a San Leonida in un’isola dell’Ilinos, che diede l’occasione di trasformare il martire in un vescovo della città.

I Martirologi antichi, invece, non attribuiscono mai la qualifica di vescovo a San Leonida.
Parlano di un giovane che con sette fanciulle si presentò davanti al governatore di Corinto e poiché si rifiutò di apostatare fu bastonato e quindi gettato in mare con al collo una grossa pietra.

I fedeli recuperarono i corpi dei martiri egli seppellirlo sulla spiaggia dove fu costruito una chiesa in loro onore.


A sinistra

Aleksandr Nevskij: nacque in Russia nel 1220. Nel 1240 si trovò a dover respingere un massiccio attacco degli svedesi che avevano invaso il suo principato.

Le guerre, le incessanti attività e i lunghi viaggi minarono però la salute di Alessandro. Tornando da un lungo viaggio in oriente e sentendo la morte avvicinarsi, decise allora di vestire l’abito monastico presso il monastero di Gorodec.

Alessandra: Secondo una ‘passio’ armena, connessa al ciclo delle storie di s. Giorgio martire, Alessandra, ritenuta moglie leggendaria di Diocleziano, a volte di Daziano re persiano, per aver difeso e perorato con eccessivo zelo la causa dei cristiani, perseguitati per la loro fede, finì per incorrere nelle ire dell’imperatore, il quale dopo averla percossa e torturata di sua mano, la fece decapitare il 18 aprile del 303, primo anno della sua violenta e sanguinaria persecuzione.


A sinistra in alto

Kostantino: I meriti di questo grande imperatore, giustamente chiamato Costantino I il Grande, sono indiscussi, specie per la lungimiranza con cui seppe comprendere e valutare, l’inarrestabile forza del cristianesimo, che sebbene da tre secoli perseguitato e con innumerevoli martiri, si espandeva con il suo contrapporsi alle ideologie del mondo pagano, in ogni angolo dell’immenso Impero Romano. Fece uccidere nel 326, per contrasti e congiure di palazzo, il proprio figlio Crispo accusato dagli invidiosi fratellastri e dalla matrigna Fausta, di attentare al suo onore e poi sempre reagendo spietatamente, fece uccidere la stessa moglie Fausta, sospettata di adulterio.
La tragedia di corte, influì enormemente sul suo carattere e sulla sua politica religiosa, forse per rimorso e pentimento, forse per le rimostranze del clero, forse anche per la sua ricerca e tendenza al monoteismo, che l’avvicinò all’inizio al culto del Sole.

La sua conversione al Cristianesimo, in realtà avvenne alla fine della sua vita, quando sul letto di morte, prima di spegnersi il 22 maggio 337, fu battezzato dal vescovo ariano Eusebio di Nicomedia, città della Bitinia presso cui si trovava alla testa del suo esercito, per combattere Sapore II re di Persia.


- Academia Ikon Rus' Antiche Icone Russe -


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